Saturday, December 01, 2007

Pensierini pre-natalizi

Di certo è una grande comodità essere a capo di un'Azienda storica, prestigiosa, di portata internazionale, e dalle finalità globali e non dover rendere conto a nessuno (almeno su questa terra), perché il bilancio dell'Azienda non è di questo mondo. Di conseguenza, ancora più comodo è criticare qualunque movimento culturale, ideologico e di pensiero alla luce di un "insuccesso storico", delle loro "speranze terrene fallite", mentre quell'Azienda (sempre quella) non può essere giudicata con occhi terreni: i suoi destinatari non sono terreni!
Ma mi chiedo, in cosa consistano effettivamente i fallimenti citati da papa Benedetto.
Senza Illuminismo non avremmo avuto la Rivoluzione francese, e senza la Rivoluzione la civiltà moderna sarebbe stata ben diversa. Ma pare sia stata un fallimento, così dice.
Il marxismo? Un fallimento ancora peggiore: la rivoluzione proletaria ha lasciato "dietro di sé una distruzione desolante" - così dice. Intanto mi chiedo quale rivoluzione? Non è che Benedetto ha per caso fatto le serali insieme a Silvio? O forse Marx andava in giro a tirare molotov, a torturare capitalisti, denutrire il popolo?
Come al solito si fa confusione. Il marxismo - o meglio un marxismo - non è mai esistito. C'era il pensiero di Marx, poi le sue mille interpretazioni. Non è marxismo quello di Lenin, non lo è certo quello di Stalin.
"Ha negato la libertà" dice. L'errore è lo stesso. E' vero, è stata spesso sacrificata la libertà come prezzo per l'uguaglianza, ma solo da chi veniva dopo Marx e lo interpretava, dai regimi.

Benedetto ha letto Marx? Ha letto le sue criche a Feuerbach?
Probabilmente non conosce l'esistenza di tutto un filone interpretativo, quello dell'umanesimo marxista che sottolinea invece un grande contenuto di libertà in Marx, tra questi Mondolfo e Gramsci. E' la libertà dell'agire umana, in un generale umanitarismo, che fa muovere la Storia. Ogni uomo - aggiungerà Sartre - deve avere coscienza della terribile responsabilità che ha verso l'intera umanità.

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Monday, March 26, 2007

iPod batte Marx ai supplementari.

Ormai un bel po’ di tempo fa, Karl Marx parlava dell’alienazione dell’uomo moderno risultante dalla diffusione del capitalismo. L’uomo moderno, attraverso l’organizzazione delle catene di montaggio ispirate ai principi del taylorismo e del fordismo, perdeva la propria identità di essere sociale. Il ceto operaio non ha progressivamente preso coscienza del proprio stato (come il filosofo tedesco prevedeva), ma, anzi, con il passar del tempo si è sempre più “imborghesito”, con buona pace della Rivoluzione (ma non degli studenti leninisti). Ma è proprio negli ultimi tempi che l’alienazione capitalista ha raggiunto il suo massimo livello con il lettore mp3.
Nelle strade un formicaio di gente che schizza da una parte all’altra della città, sale e scende dai mezzi pubblici, si sposta in macchina o in motorino, completamente isolata nel ritmo che ne martella i timpani, e muove la testa nel seguire una musica agli altri irraggiungibile.
Mi direte: ma c’erano già i walkman e i lettori cd portatili.
Certo, ma è innegabile che la diffusione dei lettori mp3 ha superato quella dei suoi diretti, e obsoleti, antenati. Inoltre, un individuo che andava in giro con le cuffie e il suo walkman lo notavi praticamente subito. L’iPod, invece, è quasi invisibile. E non dite che Karl non ce l’aveva detto.

P.s. Per la laurea ho ricevuto un leggerissimo e ipertecnologico lettore mp3, e me ne vado in giro coi miei Verdena, Offsprings e Nirvana…

P.p.s. Sarà solo un caso, ma l'ultimo mp3 selezionato dallo shuffle del mio lettore è stato "Alienation is the new form of zen" (Linea 77).

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