Sabbia e farfalle

Oggi, pur innanzi a nuovi orizzonti, continuo prorogare. Ma è solo una condizione momentanea, così dev’essere: per un mesetto almeno devo concentrarmi su altro, non posso permettermi ansie e malumori. Poi non ci saranno più spazio per scuse e rimpianti.
Forse la vita non è che la corsa d’ogni giorno sul sentiero che conduce all'altare di un sorriso. Ma ogni regola ha un'eccezione, ogni strada i suoi bivi. E nessuno mai saprà qual è il momento esatto in cui la certezza si fa dubbio, quando in una selva d'innocenza e vanità la luce smette d’essere luce per vestirsi solo d’ombra e polvere.
Come la memoria di un giorno che si spegne. Un sorriso strappato all’alba dell’ultimo tramonto. Come in una musica mai ascoltata dalla fine del mondo. Oltre la finzione di un orizzonte non più limpido, senza la solitudine di un battito, liberamente, gli istanti si susseguono silenti, incalzando la quiete del crepuscolo che verrà, pronti ad abbracciare la libertà del primo placido alito di primavera. Ci sono giorni speciali in cui tutto si mostra – se non semplice – meno difficile, giorni attesi da sempre in cui la strada più bella non è mai la più facile. Sono giorni in cui, anche se appannati da nembi, velati d’indeterminatezza, anche un timido raggio di sole può fare di ogni sguardo al domani una boccata di viva speranza. Perché ciò che ancora non è stato scritto non può essere cancellato. Forse. Ed io ho bisogno di ritrovarmi sognatore.
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