Friday, February 22, 2008

Soqqquadro

Causa esami la mia stanza ha raggiunto il picco storico di disordine.
Non so da dove iniziare. Qualcuno si ritrova il numero di Mery Poppins?
La situazione è disperata (speriamo non resti impigliata tra le due torri...).

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Monday, September 10, 2007

Tramonti o Ajax Freschezza Limone

Immagino che un sommo poeta come Neruda traesse la sua ispirazione poetica dalla visione di un tramonto o del mare sotto un cielo stellato. Il fischio del treno sarà stato, almeno una volta, la fonte dell'ispirazione di Pirandello, come per Goethe i monumenti e le bellezze della nostro Paese.

Ieri mattina, a me l'ispirazione è venuta passando lo straccio in bagno.

Ho scritto 4 cartelle e mezzo e mi sono abbozzato in testa il proseguo e l'intreccio della storia. Spero l'entusiasmo non mi abbandoni prematuramente come in passato (in fondo almeno una volta a settimana lo straccio dovrò passarlo).
Se per caso si dovesse scoprire che l'Ajax al limone provoca effetti similari Bufo alvarius o alla Claviceps purpurea, vi prego di avveretirmi.

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Sunday, August 19, 2007

Oltremanica

Visto che il mio inter-rail in terra britannica è (si spera) solo rimandato, sarà giusto mettersi al corrente delle leggi vigenti. Scopro dunque, ripreso da vari blog, che il Times ha stilato un interessantissimo elenco delle 25 leggi più strane del mondo:
  • Prima di prendere un taxi a Londra dovrò dunque ricordarmi che è illegale fermare un taxi e salirci sopra se si ha la peste.
  • Se mi troverò a passare da York, meglio non indossare un kilt e comprare arco e frecce come souvenir, dato che, all’interno delle antiche mura della città, si può uccidere uno scozzese se ha in mano arco e frecce (sarà forse per questo che in Inghilterra, tutti gli uomini al di sopra dei 14 anni devono per legge esercitarsi due ore al giorno con l’arco).

Inoltre, magari, lì potrei provare a farmi assumere come governatore della Torre di Londra: sembra un lavoro interessante, dato che - per legge - le navi della marina inglese che entrano nel porto di Londra devono rifornirlo con un barile di rum...

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Thursday, August 16, 2007

Giro di boa (Midsummer Night's melancholy)

Superato Mezzagosto di solito subentra in me una certa malinconia di fine Estate.
Nel mio caso non si tratta mai di nostalgia di esotiche vacanze, la rimembranza di avventure da mille e una notte.
Proverò a spiegare come (di solito) mi sento con una metafora:
prendete un appassionato cittadino con convinte idee di sinistra prima delle elezioni politiche dell'Aprile 2006, le sue speranze e attese per il futuro. Bene, immaginatelo adesso. :(

In realtà è tutta colpa della Primavera.
La Primavera arriva con tutto il suo carico saturo di profumi nuovi, aria tiepida, alberi in fiore, ecc. Il ricordo dell'Autunno, dell'Inverno è già lontano, remoto. Allora si guarda avanti, pieni di buoni propositi e aspettativi alla vicina Estate.
Poi però l'Estate arriva. Arriva e irrimediabilmente passa, fortemente dissimile da quelle che ne erano state le aspettative.

Ma contrariamente al solito, mi ritrovo una gran voglia di ricominciare. Sarà per ciò che di nuovo inevitabilmente mi attende. Mi sento carico di "buoni propositi" (sempre che non siano i residui della pur lieve sbornia di ieri sera...). A proposito... ieri una stella cadente ha improvvisamente invaso il mio campo visivo. Sono stato incredibilemente solerte stavolta nell'esprimere il mio desiderio.

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Friday, June 15, 2007

Rosa rosae rosae…

Alle 21,35 di sabato – Trenitalia permettendo – ripartirò alla volta della lontana Sicilia. In questi mesi afosi, che mi separano dal mio nuovo inizio universitario, dovrò riprendere dall’inizio lo studio del latino, sperando stavolta di riuscire ad andare oltre la prima declinazione ed il presente del verbo essere. Proverò inoltre a trovare un lavoro: se la trattativa già avviata andrà in porto esordirò come vivaista per una ventina di giorni; allo stesso tempo mi cercherò anche un posto nell’allegro mondo della restaurazione*. Per fortuna però, quando ne avrò voglia e tempo, potrò raggiungere con un paio di pedalate il mio caro mare (proverò a godermelo da subito, prima che le spiagge siano sovraffollate come Gerusalemme il giorno delle Palme). In vista dunque delle mie ore in spiaggia oggi ho fatto visita alla Feltrinelli. La mia personale biblioteca si arricchisce dunque dei racconti di Kafka, di Totem e tabù” di Freud e di “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche, con una spesa totale di 14,90.
Adios…

* (rIstorazione)

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Monday, May 07, 2007

1/3

Sembra incredibile, ma il 2007 ha quasi ormai raggiunto "il mezzo del cammin della sua vita". Oggi, con il grande tempismo che mi contraddistingue, è stato esaudita una delle mie tre richieste a Babbo Natale: da oggi potrete vedermi in sella della mia nuova (si fa per dire) bici nuova. Aurora ha vestito i panni rossi del buon vecchio Santa Claus, ed ho festeggiato l'inaugurazione concedendomi un kebab.
Ho comprato una pesante catena per la bici, sperando che la mia non finisca nel florido mercato nero di via Zamboni. Ma per la serie "questo sarà il nostro anno" ed altre nefaste profezie, mentre sborsavo i miei 13,50 E per catena e lucchetto, la cliente alla mie spalle - dovendo forse per necessità fisiologica dar area ai polmoni - esordiva con la frase, lapidaria: - "Speriamo non la rubino!". Dannazione!

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Thursday, May 03, 2007

Stand-by

Deserti di uomini, il mio romanzo nel cassetto è – dopo 2 mesi ancora a pag. 0.
Nonostante il mio proposito di dedicarci tutto il tempo necessario, dopo la laurea, prima di ricominciare a studiare, dopo le mie prime prove di aspirante scrittore. Non riesco più a scrivere della vita senza venature malinconiche, non mi riesce più, e non è probabilmente solo una questione d’ispirazione, o di perdita di allenamento.
Chi è l’assassino della mia immaginazione e della mia vena creativa?
Le indagini sono ancora in corso.

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Wednesday, February 21, 2007

Sabbia e farfalle

Procrastinare. Fino a poco tempo fa non conoscevo neppure l’esistenza di questa parola, non ne conoscevo il significato. Eppure, da subito, mi è sembrato quasi mi fosse stato cucito appositamente addosso, tanto si prestava a definire me, la mia vita, un suo particolare momento almeno, quando oltre le nuvole vecchie certezze svanivano.
Oggi, pur innanzi a nuovi orizzonti, continuo prorogare. Ma è solo una condizione momentanea, così dev’essere: per un mesetto almeno devo concentrarmi su altro, non posso permettermi ansie e malumori. Poi non ci saranno più spazio per scuse e rimpianti.

Forse la vita non è che la corsa d’ogni giorno sul sentiero che conduce all'altare di un sorriso. Ma ogni regola ha un'eccezione, ogni strada i suoi bivi. E nessuno mai saprà qual è il momento esatto in cui la certezza si fa dubbio, quando in una selva d'innocenza e vanità la luce smette d’essere luce per vestirsi solo d’ombra e polvere.

Come la memoria di un giorno che si spegne. Un sorriso strappato all’alba dell’ultimo tramonto. Come in una musica mai ascoltata dalla fine del mondo. Oltre la finzione di un orizzonte non più limpido, senza la solitudine di un battito, liberamente, gli istanti si susseguono silenti, incalzando la quiete del crepuscolo che verrà, pronti ad abbracciare la libertà del primo placido alito di primavera. Ci sono giorni speciali in cui tutto si mostra – se non semplice – meno difficile, giorni attesi da sempre in cui la strada più bella non è mai la più facile. Sono giorni in cui, anche se appannati da nembi, velati d’indeterminatezza, anche un timido raggio di sole può fare di ogni sguardo al domani una boccata di viva speranza. Perché ciò che ancora non è stato scritto non può essere cancellato. Forse. Ed io ho bisogno di ritrovarmi sognatore.

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Friday, December 29, 2006

L'anno che verrà.

"Il 2007 sarà il nostro anno, lo sento" - diceva qualche sera fa Maria, nel corso dell'ennesima "vasca" in Marina. Qualche passo oltre, il suo magico "Libro delle risposte" confermava questa profezia ottimistica con un inequivocabile "persegui nei tuoi buoni propositi!". Come dubitare dunque di tale responso oracolare? Eppure non ne ero del tutto persuaso.


Giorgio de Chirico, Il grande metafisico, 1917

Controllo dunque il mio oroscopo per il 2007, tanto per prendere in considerazione un'altra irrazionale e improbabile voce: m si dice, innanzitutto, "smettere di sognare ad occhi aperti". Partiamo male.


In Amore pare mi ostinerò a "rincorrere la persona sbagliata, a inseguire chi nutre per me sentimenti diversi dai suoi". In compenso se mi sposo tra gennaio e marzo, tale unione nascerà sotto una buona stella (devo dunque affrettarmi a mettere un annuncio matrimoniale). Per il lavoro, il suggerimento è di "accontentarmi di ciò che passa il convento". A quanto pare poi, la salute sarà abbastanza buona (abbastanza?). Tuttavia lo stress potrebbe giocarmi brutti scherzi e acuire malesseri di nessuna importanza e di poca entità (boh, mi avranno preso per l'Argante di Molière).
Chi si aggiudicherà il Nostradamus d'oro, Maria e il suo libro delle risposte, o gli astrologi? Ai posteri l'ardua sentenza.

Nell'uno e nell'altro caso speriamo bene: a tutti un felice anno nuovo!

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Tuesday, October 31, 2006

Egoarchia

Quante volte abbiamo parlato dei nostri domani, della nostra felicità. Non ricordo più quali erano i nostri pensieri allora (sembra passato talmente tanto tempo), non ricordo se avevamo certezze. Quello che so, quello che la vita mi ha detto, risvegliandomi da un sogno dolce e tiepido, è che la felicità è rara ed è un istante. Un istante inseguito silenziosamente ed in punta di piedi ogni singolo giorno, ogni notte. Ma che non è altro se non la corsa senza freni di un istante, cui può seguire una eternità lasciva ed ebbra di nostalgia, di domani senza più futuro.

Ognuno, in ogni istante, spera immagina il domani.
Il mondo stesso è rinchiuso in cristalline campane di felicità. Si è nell'attesa di quel fascio di sole cui affidare lo sguardo, dimenticando agli angoli dei giorni già trascorsi ombre e sorrisi smorzati. Perché i sogni – e così la speranza e le lacrime – sono fatti della stessa pasta del domani. Quante volte ripercorriamo in punta di piedi le strade che i nostri pensieri hanno voluto timidamente tracciare, barcollando tra i tramonti che abbiano vissuto e le albe che possiamo ancora solo sognare, con i battiti in gola, ma sorridendo ad ogni nuovo respiro, sentendo che le attese d’oggi saranno presto o tardi raggianti certezze.

Avrei dovuto imparare a vedere in ogni giorno un sentiero, a volte duro, pesante, altre apparentemente spianato e con non molte difficoltà. Capire che a volte ci si ferma, dopo aver battuto mille e ancora mille miglia, ma con davanti ancora sterminato l’orizzonte, ci si ferma. Ed è come se l’intero mondo si fermasse con te in quel preciso istante, mentre niente si ferma davvero, e tutto d’intorno avanza. Non si adombra il sole, non svanisce la notte. Finché il cammino - in un determinato istante forse prescritto dal fato, ma non umanamente deciso - riprende, fino alla prossima sosta o fino all’ultimo dei giorni. Lo sapremo solo quando saremo arrivati, e forse sapremo darci una risposta a quel respiro, quella domanda, quella preghiera in fondo al cuore.
Ma anche quando i nostri passi appariranno già posati, lungo strade già altre volte superate, quando faremo strade che crederemo conosciute, quei nostri passi non saranno gli stessi. Simili, non uguali. Perché saremo noi a non esser più gli stessi. E non so dove mi porteranno i piedi e i giorni. Solo un passo dietro l’altro, il resto verrà. Bra

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