Thursday, February 21, 2008

Stasi

"...e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato
ed ho paura pure di mangiare..." (Jovanotti, La linea d'ombra)

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Saturday, August 18, 2007

Colpo di fulmine

No, le mie innumerevoli e amorevoli fan stiano tranquille: non ho avuto nessun colpo di fulmine. Volevo segnalarvi il blog veramente creativo e originale di Valentina...



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Wednesday, August 08, 2007

The Great Dictator (1940)

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Wednesday, June 27, 2007

Il folle e l'effimero

(S. Dali, 1958, Paesaggio con farfalle)

Che cos'abbiamo in comune con i boccioli di rosa che tremano sotto il peso di una goccia di rugiada?
È vero: noi amiamo la vita, non perché siamo abituati a vivere, ma perché siamo abituati ad amare. Nell'amore c'è sempre un po' di follia. Ma nella follia c'è sempre un po' di saggezza.
E anche a me, che amo la vita, pare che le farfalle e le bolle di sapone e quanti tra gli uomini sono simili a loro, sappiano più cose della felicità.
Veder svolazzare queste esili folli tenere animule volubili commuove Zarathustra sino alle lacrime e al canto.
(F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, I, p. 42)

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Thursday, June 07, 2007

aforisma 85


[…] La libertà non sta nello scegliere tra nero e bianco, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.

(T. W. Adorno, Minima moralia, II, af. 85, p. 153)

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Sunday, April 01, 2007

when I was younger I was told...


(da "Peter Pan" di M. Barrie)
«Riordinare ogni notte i cervelli dei loro bambini, dopo che si sono addormentati, è uno dei lavori più importanti delle buone mamme.
Vi rovistano e raddrizzano tutte le cose per il giorno dopo, rimettendo a posto i molti oggetti che, durante il giorno sono andati a zonzo qua e là.
Se voi poteste svegliarvi (ma è chiaro che non potete), sorprendereste le vostre mamme occupate in queste faccende e prendereste grande interesse a osservarle. È come se riordinassero i cassetti
»

Vai a sapere perché, ma da piccolo mia madre era solita ripetermi: "Quando sei grande devi farti fidanzato con una bella ragazza coi capelli rossi...!"
Per una volta non mi sarebbe spiaciuto assecondarla...

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Tuesday, August 22, 2006

Odio gli indifferenti

Oggi voglio riportare qui un'articolo di Gramsci pubblicato l'11 febbraio 1917 sulle pagine del suo giornale:

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

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Wednesday, August 09, 2006

C’è stato per me un momento, non troppo lontano, non abbastanza lontano da non averne nostalgia, in cui i giorni sembrava scorrere su sentieri e binari di cui credevo di conoscere il senso e la direzione. Era il tempo in cui immaginavo spesso il destino, e lo immaginavo come un filo di lana o di seta, ingarbugliato in milioni di nodi con uno o chissà quanti altri fili. Destini.
Un capo nelle nostre mani, inconsapevoli. L’altro sperso oltre la linea dell’orizzonte, oltre le nuvole del domani. Chi può dire dov’è che si trova l’altro capo del filo, dove un giorno ci si fermerà con la matassa tra le mani a guardare indietro, verso milioni di passi ormai cancellati.
Sono fermo ormai da troppo tempo.



Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che qualcuno vuole che esse siano?
Vuol dire che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?

E tutto trafelato,
fra le burrasche di polvere meridiana,
si precipita verso Dio,
teme d’essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
supplica
che ci sia assolutamente una stella,
giura
che non può sopportare questa tortura senza stelle!
E poi
cammina inquieto,
fingendosi calmo.
Dice ad un altro:
«Ora va meglio, è vero?
Non hai più paura?
Sì?»
Ascoltate!
Se accendono
le stelle,
vuol dire che qualcuno ne hai bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?


(Vladimir Majakovskij, 1914, ASCOLTATE!)

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