Friday, December 28, 2007

Monadi (non sono veneto...)

Conoscete il film Good bye Lenin!? Nella Berlino della fine degli Anni 70, una donna, fervente socialista della Republica democratica, dopo un'incidente finisce in coma, per poi risvegliarsi a distanza di anni, dopo la rinificazione delle due Germanie. Per non farle subire choc, il figlio le fa vedere dei vecchi telegiornali
registrati nel periodo pre-riunificazione.
La mia sensazione è la stessa.
Nelle ultime settimane sono stato vergognasamente fuori dal mondo, non un giornale letto, non un telegiornale. Faccio mea culpa, ma la situazione situazione politica italiana mi aveva profondamente sdegnato. Finchè mi sono ritrovato davanti ad un tg: beh, le notizie e le dichiarazioni erano identiche a quelle sentite da un anno a questa parte ("Prodi non ha la maggioranza...", "non può e non deve governare", ecc. ecc.). Ho il dubbio che anche i nostri giornalisti riciclino vecchi vhs.

Poi però, tra la solita intervista polemica e l'imperdibile notizia del cane che ha imparato a ballare il tango, ti arrivano pugni nello stomaco, e allora - forse per pura difesa personale - ti viene una gran rabbia e rispolveri vecchi quesiti.
Ma è Natale, pensiamo ai fiocchi di Natale, alle renne, al vischio e facciamo un'ora di servizio sui "poveretti" e sugli "sbadati" costretti ad infinite code per gli ultimi regali.

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Friday, November 23, 2007

Tanto và la gatta al laico...

Una civiltà è data dalla combinazione degli opposti, il livello di una civiltà dal suo pluralismo, dalla sua molteplicità.
Quello che sta accadendo in Turchia è preoccupante. L'islamizzazione di Heidi (che almeno farà sparire i suoi indecenti e antiestetici mutandoni bianchi) è solo l'ultimo sintomo dell'inversione del processo che ne aveva fatto della Turchia un esempio storico ed un modello di laicità in oriente.
In casa nostra, da tempo si è nell'estremo opposto. La libertà di espressione non dovrebbe dimenticare una certa dose di rispetto della sensibilità religiosa.
Ancor di più, credo, quando questa libertà è puro marketing.
Mentre strade sono già abbondantemente addobbate ed illuminate, e la pubblicità non perde tempo.
All'estremo opposto della signorina Rottermeier c'è la pubblicità della Redbull con le lattine di RedBull in dono.

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Thursday, December 28, 2006

Liberatelo!

Sentita la notizia in chissà quale telegiornale, mio padre si affretta a mettermi al corrente: "Il tuo appello è stato ascoltato!". Pare. infatti, che dopo il Fronte di liberazione dei nani da giardino (attivo già da qualche anno), sia arrivata la volta del comitato di liberazione dei Babbi Natale.
Obiettivo del comitato: rubare quegli improbabili fantocci rossi dai balconi per "liberarne l'anima" nei boschi. Suggerisco, inoltre, di chiederne i riscatti alla Coca Cola.
Anima o non anima, l'importante è liberare le nostre città da questa invasione. Restino pure gli addobbi e le luci coi Babbi Natale.
Qualcuno sa come posso iscrivermi a questo comitato?


P.s. Sempre in tema, leggo di una supplente londinese sospesa per aver rivelato ai suoi piccoli alunni che l'omino rosso non esiste (Poveri bambini), ed altre bizzare notizie. (http://newscontrol.repubblica.it/tag/babbo+natale)

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Tuesday, December 26, 2006

Pop Christmas Art


Non so se Warhol, Oldenburg, Lichtenstein, Dine o gli altri meno rinomati Pop artists, nella loro poetica di rivalutazione positiva dello stereotipo, hanno attinto dalla tematica del Natale. Chi non ha mai visto nei supermercati, , in prossimità delle vacanze natalizie, le gigantesche piramidi di panettoni? Sarà che il mio ultimo esame mi ha plagiato, ma a vedere la scena mi è tornata in mente la serie dei barattoli di minestra Campbell di Andy Warhol, appunto.


Sempre restando su Andy Warhol, accanto alle serie dei Mao o delle Marylin, avrebbe potuto creare le serie dei Babbi Natale. Oppure Jim Dine, al posto dei cuori stilizzati che sgocciolano un rosso accesso, avrebbe potuto assumere quale elementi impersonali della cultura massificata proprio degli abeti addobbati.
Ma non mi risulta nessuna opera del genere all’interno di tale movimento. Non sarà che gli artisti Pop si rifiutassero di rivalutare il Natale?



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Sunday, December 24, 2006

Bilancio antropometrico del Natale

Da anni, ormai,il mio approccio alle feste di questi giorni avviene in uno spirito non propriamente “natalizio”, né tanto meno religioso. Nonostante propositi insolitamente ottimisti, anche quest’anno cambierà poco. Sarebbe banale tirar fuori tutti gli aspetti che rendono il Natale un festività prettamente pagana, formale, mentre alberi di natale approssimativamente addobbati appaiono persino in paese culturalmente (e geograficamente) lontani, in Afghanistan ad esempio: è sempre il meglio di noi stessi che esportiamo da quelle parti.

Non migliora certo il mio umore natalizio il fatto di essere svegliato da un’improbabile sequenza di canzonette natalizie, proprio del genere trito e ritrito, con cui mia madre decide di dare a tutti il buon giorno (facendomi pentire di averle insegnato ad usare lo stereo). Per riprendermi sono costretto ad una dose integrale di Caparezza.


Eppure sono sicuro esista un vero spirito natalizio, lontano da tutto questo, ed è quello che ho cercato di far passare ai bimbi del mio Branco.



Il presepe fu invenzione di Francesco d’Assisi, in un tempo in cui le strade certamente non erano sature di decorazione e festoni, né gremite di resse in preda ad ansia compulsiva da regalo. Non a caso, tra tutti, è proprio il presepe il simbolo più prossimo a cadere nel dimenticatoio.
Con i bambini abbiamo costruito insieme il presepe, giocando ad essere come gli abitanti di quella piccola città di circa 8 secoli fa (Greccio, 1223). Abbiamo costruito il nostro angolo di Betlemme, ognuno ha poi realizzato un piccolo fantoccio che lo rappresentasse, da mettere poi nel presepe. Le stelle dello sfondo corrispondono poi ad un impegno, assunto spontaneamente dai bambini, un impegno concreto per prepararsi a Natale.

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Wednesday, December 20, 2006

Lettera a Babbo Natale

Negli ultimi tempi è stato poco il tempo dedicato all’introspezione. Ne approfitto dunque per chiedermi cosa mi aspetto da questi ultimi scampoli di 2006, e soprattutto dal nuovo anno in arrivo.

Caro Babbo,
è da un po’ che non mi faccio più sentire, lo so, lo so, non sono certo il migliore dei tuoi clienti, ma non me ne volere. Quest’anno appena trascorso penso di essermi comportato abbastanza bene, sebbene abbia continuato a lamentarmi delle medesime cose, senza sbattermi realmente perché qualcosa cambiasse davvero. Ci sono state pure notizie positive, anche se tormentate ed incerte nei loro esiti fino alla fine: Cavalier Bellachioma ha perso le elezioni, ho una stanza singola, ed infine – proprio pochi giorni fa – ho dato l’ultimo esame.

Ecco cosa ti chiedo:
- una bicicletta per girare in centro (fammene trovare una decente ad un prezzo accettabile, e non intendo una bici losca in via Zamboni);
- un lavoretto part-time che mi permetta di mettere da parte qualche soldo, ma che mi lasci abbastanza tempo per gli amici e lo studio che mi rimane;
- una ragazza (tu sai chi!, ma per questo tu non mi puoi aiutare)

Aggiungo poi, i miei propositi per il nuovo anno:
Scrivere il romanzo che ho in testa (3%);
laurearmi (95%)
Essere felice (1%)
Comprare un nuovo lettore dvd per il notebook (34%)
Interrail (11 %)


P.s. Non credo di essere l'unico a essersi stufato di vederti dappertutto...

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